Del Sacro: dalla lavorazione all'inaugurazione
All’imponente monumento dedicato a San Lorenzo Martire, realizzato con circa 5 tonnellate di pietra, va tutta la menzione.
La sua realizzazione era l’intima aspirazione del parroco Don Giuseppe Bodini durante la sua officiatura pastorale.
L’opera e’ collocata al centro del sagrato della chiesa di San Lorenzo a Civita Castellana. E’composta da una statua dedicata al Santo e da due statue dedicate a una famigliola di umili, tutto su un basamento di tufo e pietra.
L’impiego della pietra lavica, attinente all’azione del fuoco, è risultato appropriato al dramma del noto martirio.
Il Santo, alto, maestoso, dritto sulla graticola porge, con grandi mani, la facciata della chiesa ai poveri accovacciati di fronte.
Gli umili, un uomo da un lato con indosso un sacco ammosciato e una donna dall’altro lato e bambino in grembo, con una ciotola in attesa di doni, sono rivolti verso il Santo, anche con gli sguardi, stabilendo un rapporto trigono di anelito.
Nelle fattezze dei personaggi affiorano delle malformazioni, sia nel Santo di cui sono sacrificate certe proporzioni a favore della maestosità, sia negli umili per una incisiva raffigurazione della sofferenza e indigenza.
Per l’ascendenza all’informale e alla corpulenza, proprie dello stile di Gradassai, i valori formali dei personaggi rientrano nella visione chiarificatrice di quel condizionamento.
L’opera fa bella vista da diverse angolazioni e sembra dialogare con i dintorni.
Frontalmente, il Santo, stagliandosi allineato col portale della chiesa, comunica l’idea che venga a porgere i beni spirituali con un significativo gesto d’amore. Da tergo si rileva un sorprendente allineamento del Santo col Forte Sangallo, in lontananza, che fa riflettere sulla solidarietà delle autorità civili. Volgendo lo sguardo tutto intorno al monumento il dialogo col fruitore potrebbe proseguire analizzando i diversi dettagli.
All’interno della chiesa di San Lorenzo, per incarico conferito dal parroco Don Pasquale La Rocca, Gradassai ha progettato il nuovo aspetto dello spazio illusorio nella navata e ha contribuito con la figlia Maria Grazia Gradassai alla realizzazione delle vetrate artistiche e degli arredi, tutti ideati, questi, con riferimenti al motivo geometrico della graticola, eseguendo direttamente pure alcuni lavori in ferro e vetro.